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LORENZA MEGALE Area

TIMBALLO DI ZITI TRICOLORE  

by Lorenza Megale, member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community

“Esiste la pasta dell’infanzia?  Per me si e per esattezza ne ho due . Le “orecchiette”, date le mie origini pugliesi, e gli “ziti” . Mi ricordo che a casa dei nonni gli “ziti” venivano cucinati alla domenica, con ragu’ di carne mista,  fatto cuocere lentamente per ore. Era il nonno che spezzava gli ziti, con una precisione …sembrava che prendesse le misure. Gli “ziti” sono un tipo di pasta che si usa molto nel Sud d ‘Italia, soprattutto in Puglia e Campania.

La parola “ziti” in Puglia significa “fidanzati” , ed e’ per questo che alla pasta e’ stato dato questo nome perche’ si usava cucinarla nei matrimoni, di solito come timballo. Ed e’ proprio un “timballo di ziti tricolore” la mia prima ricetta
come Testimonial del Pecorino Sardo Dop. L’ho chiamata tricolore per i colori bianco del formaggio (Pecorino Sardo Dop Maturo),  il rosso e il verde dei peperoni, e poi perche’ in questa ricetta c’e’ tutta l’ Italia: i peperoni del Piemonte, la pasta del Sud e il formaggio della Sardegna.”

lory megale cucurbita pepo

CUCURBITA PEPO AI COLORI DEL SOLE

by Lorenza Megale, Member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community

“Cucurbita pepo , ma chi e’ costei ?
E’ semplicemente la zucchina !
Cucurbita pepo e’ il nome scientifico di questo ortaggio da frutto estivo, buono e salutare. Le sue origini sono antichissime;  si coltivava in Peru’,si pensa 1200 anni prima di Cristo. In Europa venne portata dopo la scoperta dell’America. Vi sono svariate qualita’ : la zucchina nera di Milano , la genovese , la siciliana e la tonda.  Ed e’ proprio la zucchina tonda che usero’ per questa mia ricetta,  con una spezia che, insieme agli altri ingredienti,  rendera’ il suo ripieno colore del sole. Sto parlando della curcuma , detta lo “zafferano delle Indie”, dato il suo colore giallo-arancione intenso.
Marco Polo nel 1280 parlando della curcuma disse : ” Una pianta che ha tutte le proprieta’ dello zafferano, senza essere lo zafferano”. Il suo nome deriva dalla parola araba “kourkoum” cioe’ zafferano . In india era considerata una spezia sacra , ancora oggi viene  usata in alcuni riti hindu per il suo colore giallo che rappresenta il sole.” 
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Negli anni ’60 le famiglie che avevano disposizione un ‘automobile erano poche. I fortunati avevano la Fiat 500 o la Vespa. Per gli spostamenti si usava l’autobus, anche per andare alla domenica al mare, cosa che faceva anche la mia famiglia.
Per il pranzo in spiaggia ci si organizzava dal giorno prima, in modo da partire presto. Ognuno portava una borsa con tegami , vivande varie, ecc… 
Non ricordo se anch’io contribuivo al trasporto, ma ricordo benissimo cosa si mangiava…..melanzane ripiene della zia “Cira”, focaccia barese, panini alla mortadella preparaticon il pane di Altamura e per finire l’anguria.
 
 Per chi non e’ vissuto in quegli anni queste scene faranno sorridere, ma la

realta’ era proprio questa.

In ricordo di quelle domeniche al mare in Puglia, ho pensato di realizzare, una torta salata da poter mangiare fredda per ferragosto, a base di Pecorino Sardo Dop Dolce.”  
 
lory megale orecchiette con mestoli
“Per la mia 4 ° ricetta, come Testimonial del Pecorino Sardo Dop, ho voluto usare ingredienti della tradizione , di stagione e di un continente  lontano quale è l’ Asia per dare una nota speziata al mio piatto.
Gli ingredienti della tradizione sono le orecchiette pugliesi , la mia pasta del ricordo e il Pecorino Sardo Dop Maturo.
Entrambi sono i simboli della cucina della Puglia e della Sardegna. 
Le loro origini sono antiche e per la loro qualita’, gusto e versatilita’ sono considerati tra le eccellenze della cucina italiana nel mondo.
Gli ingredienti stagionali  sono i fagiolini , i pomodori ciliegino e la menta .
Per ultimo, come ingrediente dell’ Asia , ho scelto lo “zenzero”, anch’esso molto antico coltivato in Asia da piu’ di 3000 anni. Gia’ i romani l’ utilizzavano nella preparazione di carne , salse e legumi.
Lo zenzero e’ aromatizzante e digestivo. Il suo sapore e’ deciso e piccante, per questo motivo l’ ho voluto utilizzare in questa ricetta.”
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MARIA ROMANO Area
maria romano anelli di pasta
” L’estate è il periodo dell’anno in cui la terra ci dona ortaggi al massimo della qualità e del sapore, senza forzature nella coltivazione. Ci sono vecchie storie da raccontare dietro la memoria di questi prodotti, legate ai sapori autentici, alle ricche tradizioni delle terre in cui nascono, laddove con sacrificio si fa rispettare la tradizione anche nella produzione. I territori cui mi riferisco sono la Sardegna, di cui da lungo tempo ho imparato ad apprezzare il Pecorino sardo Dop e la Campania, la mia regione di appartenenza e proprio Napoli, dove mia nonna possedeva e ora i miei zii, un vasto terreno fertilissimo perché di origine vulcanica, con una casa bella rurale, dove trascorrevo tante belle giornate delle vacanze estive, all’aria aperta. Nella mente restano indelebili i colori degli ortaggi estivi: il rosso dei pomodori, il viola quasi nero delle melanzane dai fiori gialli, il verde sfumato delle zucchine, ma su tutti, in bellezza, spiccavano i peperoni. In agosto era pronta per la raccolta, la papaccella riccia, una varietà di peperone tipico del napoletano, diventata presidio Slow Food dal 2004. E quindi, avendo a disposizione, oltre che al Pecorino sardo Dop, dei bei peperoni dai colori sgargianti, ho sposato i due ingredienti, preparando un primo piatto di pasta tiepido, estivo in cui ho cercato di conservare intatti i colori degli ingredienti principali ed il gusto deciso dei sapori.
Miro sempre ad alleggerire le mie ricette cercando di rispettare i sapori degli ingredienti e senza togliere gusto ai piatti, affinché questi possano risultare anche digeribili.
E allora, ho pensato di creare una “crema base” che ho chiamato “crema salata all’acqua”  a far da spalla sia ai peperoni che al Pecorino sardo Dop e che poteva darmi l’opportunità di trasformare gli ingredienti iniziali ed utilizzarli senza modificarne o mortificarne il sapore.
Il carattere a questo piatto, gli “Anelli di pasta alla crema salata all’acqua con Pecorino sardo Dop Maturo“, lo ha conferito il Pecorino sardo Dop Matuto, dal gusto forte e deciso, gradevolmente piccante, che ben contrasta la nota dolce dei peperoni.”
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Maria Romano mezzi paccheri Blog
” E’ la volta del Pecorino sardo Dop Dolce e delle melanzane lunghe nere di Napoli, una varietà allungata e dalla buccia scura, che in questo periodo è ancora di stagione. La presenza delle melanzane in Europa è molto antica. Pare che questo ortaggio provenga dalle zone calde dell’Asia meridionale, forse dall’India orientale e con tutta probabilità venne introdotto in Europa dagli Arabi, all’inizio del basso medioevo. Come per altri vegetali appartenenti alla famiglia delle solanacee, è stata per lungo tempo accompagnata da cattiva fama ed è per questa ragione che la sua diffusione in Europa ebbe inizio solo a partire dal diciottesimo secolo, periodo in cui iniziò a diventare di uso comune nelle mense del popolo prima e della nobiltà poi. Da allora è diventata la regina di tanti nostri piatti tradizionali.

Uno dei formaggi più antichi della Sardegna è il Pecorino Sardo che vanta una lunga storia, affondando le sue radici ai tempi della popolazione Nuragica,  popolazione dedita all’allevamento degli ovini. Passa per i Cartaginesi e poi, per i Romani. Lo ritroviamo in alcune denominazioni di formaggi risalenti alla fine del ’700, per arrivare all’affinamento delle tecniche di lavorazione ed alla Dop dei giorni nostri.
Dall’unione di questi due elementi cardine della nostra dieta, entrambi dalle antiche origini, il Pecorino sardo Dop Dolce, caratterizzato dal sapore deciso ma non preponderante e la melanzana, uniti alla buona pasta ed al profumo delle foglie del basilico, ho preparato un primo piatto di pasta saporito e veloce”
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” In questo ultimo scampolo d’estate, ecco gli ultimi peperoni colorati, a fermare nella mente e per i mesi a venire, il ricordo della calda e bella stagione appena trascorsa.
Per meglio valorizzare il Pecorino sardo Dop Dolce, ho scelto con cura gli ingredienti migliori, che curiosamente iniziano tutti con la consonante P. E quindi, P come Pasta, ho scelto la migliore in un formato particolare, le Calle di Gragnano, pasta Igp; P come Pane di S. Sebastiano per una salsa speciale; P come Peperoni con una manciata di olive nere di Gaeta e capperi di Pantelleria ed infine, P come l’ottimo Pecorino sardo Dop Dolce a nobilitare e conferire carattere. 
Alcuni degli elementi che compongono questo piatto, li ho usati in due consistenze diverse, sia nella consistenza morbida che in quella croccante, ad esaltare i contrasti. E parlo del pane, che ho usato in una salsa morbida e fritto in cubetti; del peperone, in umido e fritto in minuscoli cubetti ed il  Pecorino sardo Dop Dolce, che ho adoperato sia nella morbida salsa di pane che in scagliette”
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” Per questa ultima ricetta, ho scelto il Pecorino sardo Dop Maturo, che ho adoperato per preparare questi friabili, colorati e saporiti biscotti salati, gli ovis mollis tricolori, a simboleggiare le innumerevoli eccellenze italiane.

In genere un bel pasto termina sempre con un dolce ed io invece, a chiusura di questo ciclo, ho pensato ai biscotti salati, adatti anche per un aperitivo, a ricominciare idealmente, questa mia bella esperienza durata due mesi, fatta, oltre che di Pecorino Sardo DOP Dolce e Maturo, di buona pasta e  di verdure del territorio. 
In questo periodo ho imparato a misurarmi e ad apprezzare ancora di più, se possibile, questo grande formaggio, simbolo di una magnifica regione, la Sardegna, cercando nel mio piccolo, di contribuire disinteressatamente, alla sua diffusione, per farne apprezzare la genuina bontà, le sue molteplici peculiarità e la sua versatilità in cucina.”
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ANDREA ZINNO AREA 
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“Ecco la prima ricetta che ho preparato nella veste di testimonial del Pecorino Sardo DOP, onore che a me è toccato nei mesi di novembre e dicembre. Dovendo preparare quattro ricette, ho deciso che avrebbe avuto senso immaginare una sorta di pasto virtuale, dove ciascuna ricetta rappresentasse una sua portata, partendo ovviamente con un antipasto, che è appunto oggetto di questa ricetta. La base è una frolla al pecorino sardo maturo, preparata nel modo tradizionale ma sostituendo lo zucchero con il formaggio, con la quale ho poi preparato la classica base dei mignon, quelli che compriamo in pasticceria e che ci allietano i pranzi della domenica. All’interno dei mignon ho messo per prima cosa il broccolo romanesco, tipico ortaggio di questa stagione, che ho prima bollito e poi, nella migliore tradizione romana, ripassato in padella con olio extravergine, aglio e peperoncino. Sopra al broccolo, una mousse di pecorino sardo dolce, preparata usando panna fresca e Agar Agar, un addensante di origine vegetale, che ha il grosso vantaggio di solidificare a temperature inferiori a 50°, rimanendo quindi stabile a temperatura ambiente, frullando poi il tutto in modo da ottenere la giusta consistenza. Sopra alla mousse, come una sorta di granella e per creare un giusto contrasto nelle consistenze, le noci ridotte in piccoli pezzi e poi tostate in padella con un poco di sale marino. Infine, anche come elemento di guarnizione, delle piccole cialde di pomodoro, croccanti e con quel minimo di acidità che bilancia la morbidezza e dolcezza della mousse.”
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“Dopo la prima ricetta, ecco la seconda, preparata nella veste di testimonial del Pecorino Sardo DOP, che peraltro proporrò in due piccole variazioni, tanto per condividere con voi il percorso di sperimentazione che sta dietro ad ogni preparazione. Avendo in precedenza preparato un antipasto, non potevo non proseguire con un primo e, nello specifico, dei ravioli preparati con un impasto a base di semola di grano duro e farina di tipo “0” – come sempre ho usato le magnifiche farine del Mulino Marino – e albume, in modo da avere un impasto che profumasse d’uovo, ma fosse al contempo più leggero, con un sapore meno deciso, in modo da esaltare quello del ripieno.

Il ripieno, allora, fatto con pere e pecorino sardo dolce DOP – mi raccomando, se avete amici contadini, non diteglielo – e profumato con noce moscata, anice stellato e semi di coriandolo.
 Ho poi accompagnato i ravioli con un pesto di nocciole e menta romana – prosegue quindi il connubio tra Lazio e Sardegna, inaugurato nella prima ricetta – e con una eterea schiuma di pomodoro, preparata solo con pomodoro fresco e un pizzico di sale, più il classico uso della lecitina di soia per realizzare, appunto, la schiuma. 

Condimento minimale, con un velo di burro aromatizzato con ginepro e timo, usato solamente per spennellare i ravioli, e poco parmigiano reggiano.”
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” Fedele alle mie abitudini, ho deciso ancora una volta di abbinare il pesce alle verdure, con l’ovvia aggiunta del pecorino sardo, per un risultato che potrebbe sembrare a molti un tantinello spregiudicato, visto che formaggio e pesce non è che vadano storicamente d’accordo.

Visto l’azzardo degli accostamenti, ho allora deciso di combinare gli ingredienti in modo quasi invisibile, in modo che il contrato dei sapori fosse avvertibile solo all’assaggio, mentre allo sguardo non fosse di fatto possibile capire quali fossero gli ingredienti utilizzati. Ho deciso quindi di preparare una millefoglie, alternando la rapa bianca, il baccalà e il pecorino sardo maturo, usando poi la mollica di pane, profumata con il prezzemolo, per dare profumo e anche per assorbire l’eccesso di umidità in cottura. Ad accompagnare la millefoglie, alcune creme ed emulsioni, che oltre a rappresentare un completamento dei sapori, creando un minimo di contrasto, anche quello di fungere da elemento decorativo del piatto….”
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“QUASI SEADAS” ..by Andrea Zinno, member of Pecorino Sardo Cheese’s Creative Cooking

E con questa ricetta si chiude la mia felicissima esperienza di testimonial del Pecorino Sardo DOP, ruolo e onore che ho avuto per i mesi di novembre e dicembre. Chi mi ha seguito in questo ruolo, sa che ho deciso di viverlo come una sorta di percorso, partendo da un antipasto, passando per un primo, che poi ho proposto anche in una sua variazione, transitando per un secondo e concludendo infine con un dessert, che è ciò che vi propongo con questa ricetta. Confesso che l’impresa non è stata facile – il pecorino in un dolce non è che sai proprio un’ovvietà – ma alla fine l’illuminazione è nata da un ricordo di tanti anni fa, quello dell’assaggio delle magnifiche seadas, che oltre ad essere gran buone, sono anche natie della stessa regione dove si produce lo splendido formaggio. Naturalmente, come è mia abitudine – e non è detto che questa sia necessariamente positiva – ho deciso di procedere per le solite variazioni, partendo dalla ricetta tradizionale e aggiungendo qualche mio piccolo e modesto contributo.”

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MARIA ANTONIETTA GRASSI AREA
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“Pomeriggio uggioso,  di quelli che ti assale la malinconia mista a quel senso d’insofferenza. Devo fare qualcosa, cucinare. Ho voglia si sole, di calore, di colore. Che fare? L’impasto per il pane che lievita  mi suggerisce un’idea, in frigo ho della zucca, del Pecorino Sardo Dolce DOP , dei porri. Decido di  preparare delle tortine. Mi piacciono le porzioni piccole, singole, quelle che mangi in uno o due bocconi. Le adoro! Mi metto all’opera per realizzare questi soli mignon, colorati, allegri, che soddisfano tutti i sensi. La dolcezza della zucca e della Vernaccia si sposano meravigliosamente con il sapore pieno del Pecorino Sardo Dolce D.O.P.  regalando al palato un trionfo di sapori e la malinconia svanisce, il colore e il calore tornano nella mia cucina!”
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“Adoro preparare il pane! Adoro ripetere quei gesti arcaici, quasi una sorta di rito che da migliaia di anni accompagna l’uomo. Non uso la macchina perché mi piace affondare le mani nella farina e nel lievito e sentirla “viva”, amica.  Che dire poi del profumo intenso che si sprigiona durante la cottura? Inebriante!La  colorazione dorata della mollica e della crosta  allietano gli occhi ed infine, la degustazione che lascia in bocca un gusto dolce e rotondo di grano, che  bilancia e ben si amalgama con quello deciso del Pecorino Sardo DOP e della pancetta.”
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“Noi italiani, si sa, adoriamo la pasta per tanti motivi, perché si cucina in poco tempo, si adatta con ogni sugo e condimento, perché è un pretesto per stare con chi si ama e con gli amici, perché dà allegria, perché permette di creare, perché ogni piatto ha un sapore unico, perché un campo di grano è uno spettacolo impagabile e il profumo della farina riporta a vecchi mulini di un epoca lontana, quando il tempo scorreva lento e a misura d’uomo. In quei tempi lontani le donne imparavano presto a fare la pasta fresca e a preparare degli ottimi ripieni per i ravioli, i tortelli, gli agnolotti o le lasagne. Era quasi un rito d’iniziazione all’età adulta,oggi, con i ritmi frenetici non c’è più tempo, eppure ci sono eventi, occasioni uniche che vale la pena di festeggiare con questi piccoli scrigni di bontà dal sapore deciso o delicato, come quello di questi tortelli in cui la freschezza e la dolcezza delle pere si coniuga splendidamente con il sapore deciso del Pecorino Sardo Maturo e, proprio per esaltarne le caratteristiche, ho scelto un condimento semplice. L’occhio è appagato dalla rotondità che riporta alla perfezione, l’olfatto dal profumo intenso e delicato al tempo stesso. Si addenta il piccolo scrigno e nel palato esplodono sensazioni uniche, che per un attimo ci portano in paradiso”
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” Mi manca il mare, con i suoi colori, odori, sapori. L’estate è lontana e questo inverno, che qui in Piemonte sembra non finire mai, acuisce la mia nostalgia. Eppure amo questa regione, ma le mie origini sarde, mi riportano a quella che è la terra dei miei avi, la splendida, selvaggia e dolcissima Sardegna. Terra e mare, connubio coinvolgente,opposti che uniscono, si fondono e completano, come in questa ricetta. Il sapore delicato del nasello incontra quello  pieno del Pecorino Sardo DOP maturo e le patate, dolci e coinvolgenti, aiutano a celebrare questo matrimonio. La rotondità delle polpette mi riporta a quella della terra e il colore dorato al calore del sole, l’aroma ai profumi del mare, il gusto è appagante, rassicurante con la pienezza del Pecorino.”
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IRENE PRANDI AREA
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“Eccomi con una nuova avventura! Per il mese di Marzo e Aprile sarò il  testimonial per il Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo DOP. Un prodotto che fa parte delle mie origini materne e che ha accompagnato la mia vita, quindi sono felice di poter creare ricette con questo fantastico formaggio. Oggi vi presento la mia prima rivisitazione con il Pecorino Sardo Dolce DOP. Ma seguitemi perché in questi due mesi scopriremo insieme le  sue peculiarità e la sua storia! La scelta della fregola non è una scelta a caso. Ma è il rievocare di un ricordo, una parte delle mie origini, l’unione di due diverse culture regionali, a dire il vero anche più di due! Ma quella piemontese e sarda in particolare. Ricordo con affetto le mani di mia zia e mia bisnonna che preparavano la fregola fatta a mano… Semola e acqua  che, grazie al movimento delle dita e della mano, si trasformavano in piccoli “granelli”….”

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RAVIOLI SARDI IMPERFETTI, by Irene Prandi, Member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community

“A Torino il sole fa capolino timidamente ed io non posso resistere… Voglio prepararmi un primo speciale per pranzo. E’ importante coccolarsi e ritrovare un po’ il gusto delle proprie origini. Confesso, è la seconda volta che provo a fare i Ravioli Sardi (ecco perché imperfetti), come in altri casi qui ci vuole pratica. Eh, mi toccherà farli più spesso! Questa ricetta è la mia seconda creazione come Testimonial del Pecorino Sardo DOP. Nella prima ricetta ho voluto sperimentare contaminando qua e là, stavolta volevo rifarmi alle origini ma, come sempre, dando un mio tocco personale: 1) i ravioli hanno una forma tutta loro  2) ho aggiunto della bottarga all’ interno dei ravioli (altro prodotto che amo della Sardegna). In questo caso ho preferito utilizzare il Pecorino Sardo DOP Maturo dal sapore più intenso e più pungente che ben si accompagna alla menta e alle patate.”

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CANTUCCI SALATI AL PECORINO SARDO MATURO E ZAFFERANO by Irene Prandi, member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community 

” I cantucci sono un biscotto tipico toscano e come lo dice la parola è bis – cotto, cioè cotto due volte. Normalmente però è un biscotto dolce che si serve accompagnato da un liquore anch’esso tipico, il Vin Santo. Come avrete notato, la mia passione per la sperimentazione mi ha portata a concepire un cantuccio salato e fondere insieme sapori toscani e sardi.  Ottimo e fragrante, ideale per aperitivi & Co. E qui il Pecorino Sardo Dop Maturo ha trovato “pane per i suoi denti”! Abbinandolo allo zafferano ha sprigionato tutte le sue note intense. Colore, sapore e consistenza rendono questo cantuccio davvero goloso… Uno tira l’altro, provare per credere!”
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” E con questa ricetta, si conclude la mia avventura con il Pecorino Sardo DOP (sono un po’ triste…). Sapete che mi piace rivisitare sapori già conosciuti e caratteristici. Questa volta, pensando al conosciuto abbinamento delle Fave con Pecorino, ho voluto creare un primo goloso che in qualche modo rivisitasse questa ricetta della cucina sarda. Che dite, ci sono riuscita?Di sicuro per me è stata un’emozione, visto che a casa mia era consuetudine con l’arrivo delle fave fresche, festeggiarle banchettando a suon di taglieri di Pecorino Sardo, Salsiccia sarda, fave fresche e pane carasau insieme… ai piatti piemontesi nelle nostre merende sinoire in campagna. L’infanzia vissuta con l’influenza della gastronomia di diverse regioni è stata una grande ricchezza. Ricchezza che comprendo in pieno solo oggi.”

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MUFFIN AL PECORINO SARDO CON PANCETTA E PROSCIUTTO COTTO by Laura Bertolini, member of Pecorino Sardo Chesee’s Chef Community

Come simpatiche ed allegre trottole … non so come mai ma questi muffin istintivamente mi fanno venire in mente questo semplice e divertente giocattolo.
Comincia così, con allegria spensieratezza due mesi, grazie al Consorzio di Tutela del pecorino Sardo Dop, mi cimenterò e proporrò alcune ricette a base di questo fantastico formaggio.
Chi un po’ mi conosce sa bene quanto adori il pecorino sardo sia dolce che maturo: lo trovo versatilissimo, perfetto da gustare al naturale, ottimo da utilizzare per mille ricette. 
Ho cominciato ad apprezzarlo proprio in Sardegna, mentre ero in vacanza a Villasimius: pranzo in spiaggia e cena sotto il bellissimo pergolato della villa che, con amici, avevamo affittato per le vacanze estive. I bambini felici a giocare nel prato e noi… grandi abbuffate! Un aperitivo accompagnato da buon pecorino era immancabile: ognuno aveva il  suo pecorino preferito ma li assaggiavamo sempre tutti ben volentieri.
Ho pensato carino proporvi un menù in cui il pecorino è il protagonista: dall’antipasto al dolce. Si parte allora! Per cominciare ho pensato a dei piccoli e deliziosi muffin, perfetti come antipasto ma anche ottimi come da portare con sé nelle scampagnate della bella stagione. Se poi questa  estate li vorrete fare e portare con voi in spiaggia, magari in Sardegna, saranno graditi da tutti, grandi e piccini. Ho proprio pensato a due varianti per accontentare tutti in famiglia, anche chi, come i bambini non ama i gusti particolarmente decisi: pecorino maturo, pancetta e paprica dolce per gli adulti o i giovani temerari del gusto, pecorino dolce, prosciutto cotto e basilico  per i bambini ed i palati delicati; e perché li possano mangiare proprio tutti… farina di riso, così anche gli amici celiaci possono far festa!
Mani in pasta allora e via alla festa del pecorino sardo DOP!”

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GNOCCHI DI PANE E SPINACI SU FONDUTA DI PECORINO SARDO DOLCE, CON MANDORLE E PEPE DI TIMUT by Laura Bertolini, member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community

Ci eravamo lasciati con l’antipasto: i muffin con pancetta e prosciutto al pecorino sardo Dop… vi ricordate? Erano l’inizio del menù – in collaborazione con il Consorzio di tutela Pecorino Sardo DOP– in cui il questo fantastico formaggio è il protagonista. Oggi è ora di gustare il primo piatto: gnocchi di pane e spinaci su fonduta di pecorino dolce. Un piatto bello ma semplice, un piatto per gustare questo formaggio nel modo più naturale possibile, quasi a ricordare pane e formaggio. Gli gnocchi, infatti, sono di pane e gli spinaci donano loro non tanto sapore quanto colore; il pecorino è sciolto in un po’ di latte e basta. Ho aggiunto solo qualche mandorla e un pochino di  pepe di Timut che con il suo sentore agrumato – quasi di pompelmo- rende fresco il pecorino esaltandone ancora di più il gusto unico.”

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FRITTATA DI PASTA CON PANCETTA E PECORINO SARDO MATURO, by Laura Bertolini, member of Pecorino Sardo Cheese’s Chef Community

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“Eccoci al terzo appuntamento con il menù in cui il pecorino sardo DOP è il protagonista. Come secondo piatto ho pensato a qualcosa di semplice ma al contempo gustoso, gradito a tutti in famiglia e veloce da preparare: una bella frittata di pasta al forno con pancetta e naturalmente pecorino sardo DOP, nello specifico ho usato il maturo. Non solo è perfetta come secondo, ma – in dosi belle generose- è un ottimo piatto unico, adattissima alle  cene in terrazzo, sfiziosa da portare in spiaggia durante l’estate. E’ un must delle mie giornate al mare. Mio figlio, e non solo lui,  la gradisce tantissimo proprio in spiaggia: in questo caso vi consiglio di mettere delle buone verdure leggermente passate in padella o del pomodoro al posto della pancetta in modo che la preparazione sia più fresca e leggera ma… il pecorino è perfetto sempre :-)!  Preparando la frittata e poi fotografandola pensavo “ Ecco il piatto perfetto per i foodblogger: buono caldo, tiepido… freddo: finalmente mangiamo qualcosa che, anche se cucinato da un po’, è perfetto “ Che altro dire….  ci vediamo per il dolce: ho in mente qualcosa di molto goloso ed estivo. “

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 Un dolce per finire in bellezza ed in dolcezza il mio menù in cui il Pecorino Sardo DOP, il protagonista, non poteva mancare.
Ho pensato di preparare un flognarde, il “cugino” del più noto clafoutis: è un dolce francese, originario di una regione della Francia chiamata Limousin.  La base è una  pastella che somiglia molto a quella delle crepes, con l’aggiunta del tocco tutto particolare del Pecorino Sardo, si ha un dolce speciale. Come frutta ho usato delle albicocche che con il pecorino stanno benissimo, ma se non è stagione potete mettere pere, prugne, fichi … sarà comunque squisito! “